In questo articolo si andrà a fare un breve excursus sulla storia della normativa antisismica italiana, partendo dalle sue origini fino ad arrivare ai giorni nostri.

Una delle prime forme di normativa antisismica sul suolo italico è risalente al 1627, infatti a seguito del sisma che ha colpito la regione Campania fu introdotto il sistema baraccato alla beneventana.

Questo sistema edilizio si applica sulle strutture in legno, al fine di renderle più resistenti all’azione del sisma.

Il primo decreto tecnico, relativamente all’ antisismica, fu emanato nel marzo 1784 da Federico IV di Borbone intitolato “Istruzioni per la ricostruzione di Reggio”.

In questo decreto si normavano diversi aspetti tecnici, come per esempio l’altezza dello zoccolo di fondazione, lo spessore delle murature e il tipo di laterizio da utilizzare.

Nel 1859 nello stato papale, governato da Pio IX, a seguito del terremoto di Norcia venne emanato un regolamento edilizio.

Questo regolamento normava l’altezza massima delle strutture fissata a 8,5 metri, lo spessore minimo dei muri e la tipologia di murature esterne.

La prima normativa antisismica italiana è risalente al 1884, con il regio decreto numero 2600, intitolato “Regolamento edilizio per i comuni dell’isola d’ Ischia danneggiati dal terremoto del 18 luglio 1883”.

Il quale disciplinava i seguenti aspetti:

  • L’uso della muratura ordinaria per gli edifici costituiti da un solo piano;
  • L’altezza massima dei nuovi edifici fissata a 10 metri;
  • La geometria delle scale.

Nel 1912, con il decreto reale numero 1080, si disciplinano ulteriormente le metodologie edilizie ammesse fornendo criteri geometrici e meccanici.

Le prime norme tecniche per le località colpite dai terremoti furono emesse nel 1927, le quali disciplinavano sia le strutture in muratura e sia quelle in cemento armato, introducendo l’obbligo dei calcoli di stabilità.

Per quanto riguarda le località colpite dai terremoti, un decreto apposito fu emanato nel 1937, intitolato “Norme tecniche di edilizia con speciali prescrizioni per le località colpite dai terremoti”.

Questo decreto faceva sì che tutti i comuni presenti sul suolo nazionale dovessero rispettare i primi tre articoli, inoltre veniva introdotta l’accelerazione sismica.

La svolta avvenne con la legge numero 64 del 1974, infatti attraverso questa legge venne approvata una nuova normativa antisismica nazionale, classificando sismicamente il territorio.

Per gli edifici in muratura, apposite norme furono introdotte nel 1987 intitolate “Norme tecniche per la progettazione, esecuzione e collaudo degli edifici in muratura e il loro consolidamento”, le quali disciplinavano la progettazione in zona sismica.

Infine, si hanno le più recenti norme tecniche per le costruzioni NTC 2008 e le successive NTC 2018, con le relative circolari esplicative.

Bibliografia:

Giovanni Conticello e Jacqueline Della Diocesi, Classificazione del rischio sismico per edifici in c.a. e muratura, Dario Flaccovio editore, anno 2017.