In questo articolo andremo a parlare di solai rigidi e flessibili nelle costruzioni esistenti, fornendo i criteri base per identificarli al meglio.

Solai rigidi e flessibili sono le due macrocategorie con cui si può modellizzare un solaio, esse dipendono dalla tipologia di solaio, dal materiale di costruzione, dalla geometria e dal contesto in cui vengono inseriti.

solai rigidi, da un punto di vista fisico, si hanno quando tutti i punti di un medesimo impalcato hanno movimenti relativi nulli, diminuendo, di conseguenza, l’onere computazionale.

Questa ipotesi risulta essere realistica nei solai in latero cemento spesso presenti nelle costruzioni realizzate in cemento armato, a patto che sia presente una soletta spessa almeno 4 o 5 cm.

Citando a tal proposito il paragrafo §.7.2.6 delle norme tecniche per le costruzioni del 2018 (NTC 2018), si ha che:

A meno di specifiche valutazioni e purché le aperture presenti non ne riducano significativamente la rigidezza, gli orizzontamenti piani possono essere considerati infinitamente rigidi nel loro piano medio a condizione che siano realizzati in calcestruzzo armato, oppure in latero-cemento con soletta in calcestruzzo armato di almeno 40 mm di spessore, o in struttura mista con soletta in calcestruzzo armato di almeno 50 mm di spessore collegata agli elementi strutturali in acciaio o in legno da connettori a taglio opportunamente dimensionati.

Il caso opposto è il solaio flessibile, frequente negli edifici in muratura ordinaria in cui i solai sono in legno, di conseguenza l’ipotesi di infinita rigidezza non è applicabile.

Dal punto di vista fisico, all’ aumentare della flessibilità di un solaio, diminuisce la rigidezza, in caso di solai infinitamente flessibili la rigidezza diventa nulla.

La tipologia di solaio, sia esso flessibile o rigido, influenza notevolmente gli effetti torsionali provocati da un eventuale eccentricità tra centro di massa e centro di rigidezza.

Se vuoi saperne di più su gli effetti torsionali generati da questa eccentricità, clicca qui.

All’aumentare della flessibilità di un solaio, gli effetti di suddetta eccentricità tendono a diminuire, viceversa un solaio infinitamente rigido tende a conservare questo fenomeno.

Infine, occorre studiare la configurazione in pianta dell’edificio, infatti la presenza di vuoti come cavedi, vani scala o nuclei di ascensori possono modificarne il comportamento.

Bibliografia:

Stefano colombini, Valutazione sismica di edifici esistenti in cemento armato e muratura, EPC editore, anno 2014.

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